La bandiera corsa, a bandera, porta una testa di moro nera, vista di profilo, su fondo bianco. Una benda bianca le cinge la fronte e si annoda dietro la testa. In corso si dice testa mora. La sua storia mescola fatti datati e racconti tramandati senza prove: questa pagina li tiene separati e presenta come ipotesi i punti su cui gli storici non sono d’accordo.
Cosa significa la bandiera corsa?
Della bandiera esistono due letture, sovrapposte. La prima viene dall’araldica: la testa di moro è un emblema medievale, arrivato dalla Corona d’Aragona, che indicava la Corsica negli armoriali molto prima che l’isola lo adottasse. La seconda è politica e risale al XVIII secolo: secondo la tradizione, la benda sollevata sulla fronte significa che la Corsica ha aperto gli occhi e si è liberata dal dominio genovese.
Il Musée de la Corse di Corte ha dedicato alla testa mora una parte della mostra «E Figure di a Corsica», che la presentava come il principale emblema dell’isola.
Perché una testa di moro? Le ipotesi
L’eredità aragonese
L’ipotesi più accreditata collega la testa di moro della Corsica allo stemma della Corona d’Aragona: una croce di San Giorgio accantonata da quattro teste di moro. La loro attestazione più antica è un sigillo del re Pietro III d’Aragona, del 1281. La tradizione spagnola lega queste quattro teste alla vittoria di Alcoraz, nel 1096, dove San Giorgio sarebbe apparso alle truppe aragonesi; è una leggenda, e gli specialisti non concordano sull’origine reale del motivo.
Nel 1297 papa Bonifacio VIII crea un Regno di Sardegna e Corsica a favore di Giacomo II d’Aragona. L’Aragona conquista la Sardegna, ma il suo dominio sulla Corsica resta solo di principio: l’isola rimane in gran parte sotto l’influenza di Genova.
La prima attestazione per la Corsica
Alla fine del XIV secolo, l’armoriale di Gelre, una raccolta di stemmi europei, rappresenta la Corsica con una testa di moro, tra gli Stati della Corona d’Aragona. Gli occhi sono scoperti e la benda passa sopra di essi. Nel XVI secolo, una carta del geografo Mainaldi Galerati riprende la testa di moro come emblema dell’isola.
Le altre letture
Diverse leggende ne fanno la testa di un capo saraceno sconfitto dai corsi; nessuna si basa su un documento. Alcuni autori vi vedono San Maurizio, un santo raffigurato come soldato nero; l’ipotesi resta discussa. Nel 2024 lo storico Michel Vergé-Franceschi ha dedicato un libro alla questione, Aux origines de la tête de Maure (Albiana), in cui sostiene l’idea di più origini.
Perché la benda? Sugli occhi o sulla fronte
Nel 1736 Teodoro di Neuhoff, proclamato re di Corsica, usa una testa di moro con gli occhi bendati.
Il racconto più diffuso attribuisce a Pasquale Paoli (Pascal Paoli in francese) il gesto di sollevare la benda sulla fronte, per indicare che ormai i corsi vedevano chiaro e non erano più sottomessi a Genova. Altre versioni attribuiscono il gesto a un altro capo dell’epoca. Diversi storici dubitano che questo cambiamento sia mai avvenuto: la benda compare già sulla fronte nell’armoriale di Gelre, quattro secoli prima. Il significato attribuito a Paoli appartiene quindi alla tradizione, non a un fatto accertato.
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Pasquale Paoli e l’adozione della bandiera
Dal 1755 al 1769 la Corsica si governa da sola sotto l’autorità di Pasquale Paoli, eletto generale della nazione nel 1755, con Corte come capitale. Le fonti datano al 1755 la scelta della testa di moro, con la benda sulla fronte, come emblema della Corsica. Il 24 novembre 1762 una consulta riunita a Corte, l’assemblea della nazione corsa, descrive la bandiera ufficiale.
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Nel 1769 la Corsica passa sotto l’autorità della Francia e la bandiera smette di essere quella di uno Stato. Ricompare con il Regno anglo-corso, dal 1794 al 1796: la testa di moro, con gli occhi scoperti, vi è associata allo stemma britannico.
La bandiera corsa oggi
Oggi si vede la bandiera con la testa di moro sventolare davanti a municipi ed edifici pubblici, spesso accanto alla bandiera francese e a quella europea.
Photo : Pierre Bona, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Per vedere le bandiere antiche e gli oggetti decorati con la testa di moro, il Musée de la Corse, nella cittadella di Corte, è il luogo di riferimento: leggi i musei della Corsica.
Bandiera corsa e bandiera sarda: che differenza c’è?
Le due bandiere discendono dallo stesso stemma aragonese, ma si somigliano solo in parte. La bandiera della Sardegna, detta dei Quattro Mori, porta quattro teste di moro separate da una croce rossa di San Giorgio, su fondo bianco. La bandiera corsa ne conserva una sola, senza croce.
Anche la benda ha cambiato posto in Sardegna. La versione con gli occhi bendati vi compare verso il 1800, sotto i Savoia, forse per un errore di copiatura. La legge regionale del 15 aprile 1999, che fa dei Quattro Mori la bandiera ufficiale della Regione autonoma della Sardegna, ha riportato la benda sulla fronte e girato le teste dalla parte opposta all’asta.



